La storia della croce del monte Amiata

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Alla fine del 1800 Papa Leone XIII decise che sulle venti cime più alte d’Italia fossero erette croci monumentali. Il monte Amiata, situato nella Toscana meridionale e alto 1738 metri, fu nel 1910 la nona realizzazione in ordine di tempo. L’episcopato toscano, per l’erigenda croce, affidò l’incarico a monsignor Bellucci, vescovo di Chiusi e Pienza, nella cui giurisdizione era ubicato il Monte Amiata. Il progetto fu commissionato all’architetto Zalaffi, di Siena, il quale in poco tempo realizzò l’opera. La croce fu montata a Siena e apparve subito “slanciata, armoniosa e bella”, rispecchiando lo stile Belle Époque, con vari elementi di stile fiorito. Tutta in ferro battuto, alta 22 metri e poggiante su una base di 8×8 metri, l’opera incontrò non poche difficoltà soprattutto di carattere economico ma grazie al contributo di generosi benefattori si riuscì a portare a termine la realizzazione.

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Le spese totali furono di 30.000 lire. Altre difficoltà furono quelle del trasporto di centinaia di quintali di ferro da Abbadia San Salvatore (830 m slm) fino alla vetta (1738 m slm). Anche queste difficoltà furono superate dalla tenacia degli abitanti di Abbadia che fecero a gara, ogni giorno dopo il turno di lavoro, a portare a spalla un pezzo di ferro fino alla vetta. Le strade (mulattiere) che conducevano alla sommità della montagna erano irte di precipizi, frane ed inciampi quindi l’impresa si rilevò veramente ardua. Dopo tante sofferenze arrivò il momento tanto atteso dell’inizio dei lavori con il montaggio della croce che durò tutta l’estate e una ad una le parti metalliche furono saldamente bullonate e fissate.
Il 18 settembre 1910 fu fissata la cerimonia di inaugurazione; una folla giunta da tutti i paesi del circondario amiatino raggiunse la vetta, arrivarono le compagnie laicali, il clero locale e la banda musicale di San Marco. Sotto le arcate in ferro fu allestito un altare per la celebrazione. Le visite al monumento, fresco di inaugurazione, continuarono nei giorni seguenti con l’arrivo di tanti pellegrini.

Tuttavia il 17 giugno 1944 la croce fu abbattuta a seguito dei bombardamenti tedeschi ormai in ritirata. Le genti amiatine erano rattristate ed indignate per un gesto così grave quanto inutile, decisero così di ricostruire il simbolo della cristianità della montagna. Fu costituito il “Comitato organizzativo pro-rielevazione della croce del monte Amiata”, presieduto dall’allora sindaco di Abbadia, Libero Tondi, che assieme con il clero locale organizzò la ricostruzione dell’insigne monumento. Il lavoro consisteva nel sostituire ben 35 quintali di ferro distrutto nell’esplosione delle mine e di smontare le parti salvate riparandole e rimontandole con le nuove. L’opera durò tre mesi, oltre ad una squadra di meccanici e fabbri, parteciparono al lavoro otto chierici cistercensi che in quel periodo soggiornavano ad Abbadia San Salvatore. Con tenacia e la buona volontà raggiunsero lo scopo e la croce fu eretta nuovamente sul monte Amiata. Sabato 24 agosto 1946 Papa Pio XII, attraverso un impulso radio, accese le lampadine collocate sulla monumentale croce, così per una notte la croce divenne un punto luminoso visibile da molte località limitrofe, sino a quasi 200 km di distanza. La folla di 15.000 persone radunate nello stadio di Abbadia San Salvatore salutò l’accensione con un lungo applauso. Subito dopo il pubblico, in religioso silenzio, ascoltò il Santo Padre che pronunciò il suo discorso attraverso la radio. Le spese della riparazione e rielevazione della croce superarono le lire 1.100.000 di cui una grossa parte arrivò dal vescovo Baldini e da alcuni sacerdoti toscani.

Il 25 settembre 1971 fu celebrato il XXV anniversario della rielevazione della Croce. La commemorazione vide una grande concelebrazione a cui partecipò anche il S. Padre Paolo VI con l’inviò di un telegramma.
Il 25 settembre 1996 fu celebrato il 50° anniversario della rielevazione della croce con i festeggiamenti che per l’eccezionale evento si protrassero per diversi giorni con iniziative religiose, conferenze e una serie di concerti. La sera del 24 agosto la croce fu illuminata con oltre 2000 lampadine.
Nel periodo 2004-2009 la “Comunità Montana Amiata Val d’Orcia” ha realizzato una serie di interventi. In una prima fase (maggio 2004) la struttura in acciaio della croce monumentale fu messa in sicurezza provvedendo alla sostituzione di bulloni e profilati metallici, al trattamento degli elementi metallici e alla verniciatura dell’intera struttura. In un secondo momento (2006) si sistemò il percorso che dalla croce porta alla Madonna degli Scout, apponendo elementi di arredo (panchine, cestini e staccionate).
Nel luglio 2009 furono realizzate una serie di sistemazioni sul piazzale sottostante e quello antistante la croce con il fine di riqualificare l’area nel rispetto dell’ambiente circostante.
Le vicende storiche descritte testimoniano il grande valore religioso e culturale che le genti dell’Amiata hanno sempre attribuito alla croce.

Per il testo si ringrazia il comune di Abbadia San Salvatore

Foto di Luca Viviani

Panorama dalla vetta del monte Amiata

Croce del monte Amiata